Informazione interdittiva antimafia: il diritto di difesa e l’agevolazione occasionale

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di Lucia Giulivi

L’informazione interdittiva antimafia rappresenta da sempre lo spauracchio per le società che ne risultano destinatarie, poiché comporta conseguenze fortemente invalidanti e limitanti per l’attività d’impresa, oltre a causare un danno all’immagine con ripercussioni sulla competitività nel mercato.

L’esigenza di contrastare i fenomeni mafiosi, tuttavia, si è sempre scontrata con il diritto di difesa del destinatario di tale informazione interdittiva, con vittoria, in questo scontro, della tutela della legalità a discapito della difesa dell’interdetto.

In controtendenza rispetto ad una politica di ferro rispetto alla volontà di reprimere fenomeni di infiltrazione mafiosa, il D.L. 152/2021 ha introdotto il necessario contraddittorio preliminare rispetto all’emissione dell’informazione interdittiva antimafia, attenuando la frustrazione del diritto alla difesa del soggetto destinatario di tale informazione.

Nello stesso senso, il Legislatore ha previsto la possibilità di prevedere delle misure di prevenzione alternative rispetto alla sola informazione interdittiva nei casi di agevolazione qualificabile come occasionale.


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