Azoto criogenico per il contrasto al surriscaldamento globale e controllo climatico su scala locale

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di Leonardo Carloni

L’aria secca è composta da circa il 78 % di azoto, il 21 % di ossigeno e l’1 % di argon. Le procedure di produzioni di gas tecnici danno luogo ad una produzione di azoto liquido elevata. Per questo motivo l’azoto liquido è un gas tecnico a basso costo, alta disponibilità tecnica e di fatto con poche prescrizioni di sicurezza, essendo un gas presente in atmosfera [1].

L’azoto liquido già oggi viene utilizzato nella tecnica di perforazione di suoli impregnati di acqua o con potenziali cedimenti da acque, per irrobustire le pareti rendendole ghiacciate e quindi strutturalmente più rigide e sicure o per il refrigeramento del calcestruzzo. Documentazione in merito è facilmente reperibile in internet, con approfondimenti tecnici e illustrazioni di metodologie.[2] [3]


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