Legittima l’imposizione in AIA di limiti allo scarico relativi ai PFAS

Descrizione

TAR Veneto, Sez. II, 10 ottobre 2022, n. 1518

Nell'ambito del riesame di un'AIA è ammessa l’imposizione di limiti allo scarico per le sostanze PFAS non previsti dalla legislazione nazionale e in assenza di BAT applicabili.
Ciò è quanto statuito dal TAR Veneto con la sentenza n. 1518 del 10 ottobre 2022.
Nel caso di specie, la controversia aveva ad oggetto il decreto della Regione Veneto con il quale, a conclusione del procedimento di riesame dell'AIA, venivano introdotti limiti allo scarico e prescrizioni relative all'accettazione di rifiuti contenenti PFAS quali condizioni di autorizzazione.
Con riferimento ai limiti allo scarico, l’impresa ricorrente sosteneva che la Regione avesse travalicato i limiti delle proprie competenze dal momento in cui non le sarebbe concesso di imporre limiti con riferimento a sostanze non disciplinate dal d.lgs. 152/2006.

I giudici amministrativi respingono tale doglianza affermando come – in forza dell’art. 76, co. 1 e 6, del d.lgs. 152/2006 - le Regioni possono individuare, nell’ambito dei Piani di tutela delle Acque, obiettivi di qualità ambientale più restrittivi di quelli previsti dalla normativa statale. Peraltro, anche nelle more dell’approvazione della pianificazione di settore, l’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione può “introdurre prescrizioni di esercizio agli impianti di trattamento di rifiuti e limiti agli scarichi all’interno dei singoli provvedimenti autorizzatori, al fine di prevenire situazioni di inquinamento”, anche laddove ciò significhi introdurre limiti per sostanze non disciplinate dal d.lgs. 152/2006.

L’impresa ricorrente contestava, inoltre, che in assenza di metodiche di abbattimento dei PFAS accreditate nella comunità scientifica, nonché di apposite BAT (migliori tecniche disponibili), la Regione non potrebbe limitare il trattamento di rifiuti contenti PFAS presso l’impianto. Si tratta di una tesi, si legge nella sentenza, che però “finisce per invertire la funzione assegnata dal legislatore alle autorizzazioni ambientali che è quella di prevenire l’inquinamento e garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e che è contraddetta proprio dal comma 5-ter dell’art. 29-sexies che, senza stabilire limitazioni di sorta (ma dettando dei parametri), disciplina proprio il caso in cui non siano disponibili BAT e vadano individuate le condizioni di autorizzazione di una determinata attività.”

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