L’accumulo di combustibili in condizioni di degrado configura il deposito incontrollato di rifiuti

Descrizione

Cass. Pen., Sez. III, sent. 18 ottobre 2022, n. 397

Un lotto di combustibile conservato in condizione di degrado è senz’altro da considerarsi rifiuto, cosicché, nel caso di accumulo non autorizzato, viene a configurarsi la fattispecie di deposito incontrollato di rifiuti ex. Art 256 comma 2 TUA.
È ciò che sancisce la Cassazione nella sentenza 39173/2022, con la quale i giudici respingono il ricorso presentato dal rappresentate legale di una società, indagato per la fattispecie di cui l’art 256 TUA a causa della detenzione di combustibile all’interno di un’area dell’azienda. Pur non mancando ab origine l’autorizzazione all’esercizio del deposito commerciale di prodotti energetici, questa era stata revocata dall’Agenzia delle dogane per mancato rispetto dei requisiti di sicurezza e della regolamentazione antincendio. I vari tipi di gasolio (gpl domestico, gasolio agricolo e gasolio per navi), infatti, erano tenuti all’interno di due cisterne quasi del tutto arrugginite.

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