E’ illegittima la condizione risolutiva “urbanistica” apposta dal Comune all’AUA

Descrizione

Con la sentenza n. 3400 del 29 aprile 2022, il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza di primo grado che aveva considerato illegittima la revoca dell’AUA disposta dal Comune per il mancato rispetto di una condizione risolutiva apposta dal medesimo ente pubblico.

Nello specifico, la vertenza riguardava un provvedimento autorizzatorio per lo scarico in fognatura di un autolavaggio rilasciato dalla Provincia attraverso il SUAP, come previsto dal dPR AUA n. 59/2013. A tale autorizzazione il Comune aveva apposto una condizione risolutiva alla sua efficacia, subordinata alla successiva verifica della legittimità urbanistico-edilizia dell’intervento.

Ebbene, secondo in giudici siffatta condizione investe verifiche che non riguardano la legittimità dello scarico, bensì aspetti estranei all’autorizzazione ambientale.
Peraltro, la revoca del Comune costituiva un illegittimo esercizio del potere di annullamento in autotutela ex art. 21-nonies: non veniva infatti rispettato il prescritto termine (18 mesi) tra l’emanazione dell’atto e l’esercizio del potere e non veniva provato l’interesse pubblico all’autotutela. LEGGI DI PIÙ

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