Cass. Civ., Sez. II, del 9 marzo 2022, n. 7608

Descrizione

Con la sentenza n. 7608 del 9 marzo 2022, la Corte di Cassazione si è espressa sulla responsabilità del Comune e del sindaco ai sensi dell’art. 124, co. 1, T.U.A. per risalenti scarichi di acque reflue urbane di propria titolarità per i quali non era mai stato richiesto il rinnovo dell’autorizzazione.

Nel caso in esame, l’ex Sindaco sosteneva che a seguito dell’istituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ai quali era stata affidata la gestione unitaria del servizio idrico, erano divenuti questi i soggetti onerati della richiesta di autorizzazione.

La Suprema Corte giunge invece ad affermare il principio per cui, in tema di sanzioni amministrative, l’affidamento della gestione del servizio idrico ad un soggetto terzo non fa venir meno la responsabilità del Comune per scarichi privi di autorizzazione già al tempo dell’affidamento. Invero, ad essere stata trasferita al soggetto terzo è la detta gestione, mentre la responsabilità dell’ente citato, titolare della rete, non viene meno, essendo esso soggetto agli obblighi di legge.

Da ciò la conferma della sanzione amministrativa inflitta dalla Regione nei confronti dell’ex Sindaco e del Comune per lo scarico illecito in rete fognaria ai sensi degli artt. 124 e 133 d.lgs. 152/2006. LEGGI DI PIÙ

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