Le sanzioni interdittive 231 bloccano l’accesso al credito d’imposta per l’impresa 4.0

Descrizione

di Valentina Moscatiello

Il credito d’imposta 4.0 è una agevolazione fiscale riconosciuta in favore delle imprese che decidono di investire in beni strumentali materiali e immateriali nuovi, forniture o servizi destinati alla ricerca, all’innovazione tecnologia e alla digitalizzazione.

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020), aveva introdotto delle limitazioni di tipo soggettivo per l’erogazione del beneficio, escludendo dal novero delle imprese che possono usufruire del credito di imposta quelle che si trovano in stato di crisi e coloro le quali abbiano ricevuto delle sanzioni interdittive ex art. 9 D.lgs. 231 del 2001.

Al fine di usufruire del beneficio fiscale per l’acquisto di beni strumentali nuovi, dunque, l’ente deve andare esente da sanzioni interdittive 231.

I dubbi si sommano: cosa può fare un’azienda che riceve un addebito per un reato 231 che prevede anche una sanzione interdittiva per evitarne l’applicazione? Quali conseguenze per chi è destinatario di una misura cautelare interdittiva in forza del Decreto 231?  

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