NUOVI OBBLIGHI PER I GESTORI DEGLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO

NOTIZIE DAL BLOG, 01/03/2019
a cura dell'Avv. Daniele Carissimi



Per prevenire i frequenti e diffusi episodi di roghi di rifiuti all’interno degli impianti di trattamento, l’art. 26-bis del DL 113/2018, ha introdotto nuovi obblighi per i “soggetti gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti”.

Ciò in quanto si ritiene che effettuare lo stoccaggio dei rifiuti – ossia il loro deposito in cumuli o fosse, propedeutico ad un successivo recupero/smaltimento - in condizioni di sicurezza, possa evitare fenomeni di autocombustione, incidenti, o comunque azioni dolose volte all’incenerimento  dei rifiuti in condizioni non controllate.

E così, entro il 4 marzo 2019, tutti gli impianti che effettuano uno stoccaggio di rifiuti, dovranno prevedere al proprio interno specifici Piani di Emergenza, allo scopo di:

  1. controllare e circoscrivere i possibili incidenti;
  2. mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e l’ambiente;
  3. prevedere processi di informazione tempestiva dei lavoratori, dei servizi di emergenza e delle autorità locali competenti;
  4. provvedere in maniera efficiente al ripristino dello stato dei luoghi.

Di detti Piani, se ne conoscono tuttavia solo le finalità, non essendo stato puntualmente dettagliato anche il relativo contenuto.

I gestori degli impianti di stoccaggio dovranno inoltre – in un termine non ben definito – mettere a disposizione del Prefetto tutte le informazioni necessarie alla redazione – ad opera di quest’ultimo – del Piano di emergenza esterna.

Ma ciò non basta.

Con la circolare del Ministero dell’Ambiente 21 gennaio 2019  - recante le “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi” – sono stati introdotti ulteriori adempimenti/accorgimenti per la gestione degli impianti di stoccaggio. 

Ci si riferisce, in particolare all’obbligo di prevedere regole interne non solo per la fase successiva al verificarsi dell’emergenza (post-incendio), ma anche per la fase antecedente (pre-incendio), al fine di ridurre la possibilità che l’emergenza (l’incendio) di fatto si verifichi, attraverso: 

  1. l’ottimizzazione delle misure organizzative interne;
  2. l’adeguata informazione e formazione del personale;
  3. l’adeguata supervisione delle sorgenti di innesco e delle fonti di calore;
  4. l’adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi e degli impianti.

Regole interne, che in una ottica cautelativa, appare quanto mai opportuno riportare quantomeno anche nelle procedure interne all’Azienda, eventualmente modificando e adattando quelle già in essere.

Adempimenti ulteriori che si concretizzano infine, nell’obbligo:

  1. di adeguare gli atti autorizzativi (es. AIA, Autorizzazione Ordinaria, Autorizzazione semplificata) alle prescrizioni generali della circolare
  2. O ancora di prevedere al proprio interno una figura operativa, ossia quella del Direttore tecnico. 

Quest’ultimo in particolare si presenta come un soggetto cui è affidata “la responsabilità della gestione operativa dell’impianto” - a partire dalla fase di accettazione dei carichi, fino alla fase di trasporto all’eventuale successivo impianto di destinazione – che deve essere opportunamente formato ed in possesso dei necessari requisiti quali la laurea o il diploma in discipline tecnico-scientifiche

A ben vedere, il Direttore Tecnico, così come emerge dalla descrizione fattane della circolare in commento, si pone come una figura borderline tipica degli impianti di stoccaggio, che partecipa ad un tempo delle funzioni proprie del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione – per gli aspetti relativi alla sicurezza – e di quelle del Responsabile tecnico - per gli aspetti più propriamente ambientali.

Tanti e nuovi quindi gli adempimenti previsti per i gestori degli impianti di stoccaggio, sui quali si consenta però una riflessione finale.

Gli adempimenti riconducibili al Ministero dell’Ambiente, sono stati introdotti con la forma tipica di una circolare, ma con il contenuto generale ed astratto, di un atto regolamentare. Tale prassi viene generalmente guarda con sfavore dal nostro ordinamento, tanto che secondo l’interpretazione datane dalla giurisprudenza, questa risulta legittima solo nella misura in cui anticipa i contenuti di un futuro provvedimento legislativo.

Nell’attesa di tale intervento riformatore, quindi, prudente appare per le Aziende quantomeno rispettare gli adempimenti certi, procedendo quanto prima alla redazione del Piano di Emergenza interno e all’adeguamento delle proprie prassi/procedure interne. 




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1
Nel testo risultante dalle modifiche di cui alla Legge di conversione 1 dicembre 2018 n. 132.

2 Cfr. art. 183 (definizioni), comma 1, lett. aa) D.Lgs 152/2006.

3 Cfr. Par. 5.2. e Par. 6 della circolare.

4 Cfr. Par. 4 della circolare.

5 Cfr. Par. 4 della circolare.

6 Cfr. Par. 4 della circolare.

7 Obbligo per il quale non è stato previsto alcun termine di adeguamento e che quindi – ad oggi – desta perplessità in ordine alla sua doverosità.

8 Laddove viene previsto che il Direttore Tecnicocollabora” o comunque “assicura” che “presso l’impianto sia data attuazione a tutte le disposizioni di sicurezza previste dalla norma specifica di settore”.

9 La figura del Responsabile tecnico sembrerebbe più legata alle categorie e classi d'iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali - e quindi alle attività di trasporto dei rifiuti, gestione dei centri di raccolta, intermediazione e commercio di rifiuti, bonifica dei siti e dei beni contenenti amianto - mentre quella del Direttore Tecnico si presenterebbe come figura dotata di funzioni analoghe però per gli impianti di stoccaggio.

10 Per una analisi più approfondita e di dettaglio si rinvia a D.Carissimi, “Luci ed ombre delle nuove norme sullo stoccaggio dei rifiuti: la circolare ministeriale del 21 gennaio 2019 e la L. 132/2018”, in Ambiente Legale Digesta n. 16/2019.

11 Ex multis T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, 14 aprile 2011, n. 3271.