LA TARI AI TEMPI DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS

NOTIZIE DAL BLOG, 26/04/2020
A cura di: Avv. Daniele Carissimi

L’emergenza Covid-19 ha comportato, e comporta ancora, per molte aziende l’obbligo di temporanea chiusura delle attività.

Ciò determina un’evidente riduzione dei rifiuti prodotti.

E’ quindi d’obbligo domandarsi se la sospensione in corso possa giustificare una richiesta di riduzioni per ciò che riguarda il pagamento della TARI per l’annualità 2020.

Ebbene, ad oggi i provvedimenti emergenziali presi dal governo in materia di Tariffa sui Rifiuti vanno nel senso di un rinvio delle incombenze solo per ciò che riguarda le competenze dei Comuni. 

In particolare, l’art. 107, comma 4, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ha spostata al 30 giugno (anziché al 30 aprile) la scadenza per la determinazione delle tariffe della TARI per l’anno 2020.

Invero, ci si potrebbe attende dai Comuni che, in ragione del calo di attività, approvino per l'anno in corso delle tariffe più basse rispetto all'anno precedente.

Per ciò che concerne invece in via diretta la posizione dei contribuenti, sono i singoli Comuni che, con apposito provvedimento, stanno facendo slittare in avanti i pagamenti TARI  (di norma rinviando a settembre i primi versamenti,  in certi casi con possibilità rateizzazione), ma, per ora, non sono previste riduzioni di sorta.

Tuttavia, numerosi Comuni hanno annunciato l’intenzione di prevedere delle riduzioni per le attività d’impresa. 

In particolare il Consiglio comunale di Venezia ha votato una mozione con la quale si impegnano il sindaco e la Giunta ad attivarsi con il Governo affinché nei prossimi provvedimenti sia consentito alle attività economiche e produttive di non sostenere i costi per la Tari relativamente al periodo di chiusura imposto in seguito all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e al contempo garantire ai Comuni e ai soggetti gestori del servizio di igiene urbana di poter essere tenuti indenni dal relativo minor gettito che altrimenti verrebbe a gravare sulla generalità degli utenti Tari.

Il Comune di Bologna ha annunciato che utilizzerà 10 milioni di euro per scontare la tassa alle attività commerciali e produttive più colpite dalle chiusure. I 10 milioni di euro sono il frutto dell’attività di riscossione della Tari che nel 2019 ha superato le spese: si tratta di un “tesoretto” vincolato alla Tari quindi destinato esclusivamente ai contribuenti di questa tassa, pertanto il Comune può impiegarli per scontarla. I dettagli di questo provvedimento saranno delineati nel mese di aprile.

Pertanto, laddove i Comuni mantengano la parola data, sarà presto possibile per le imprese attivarsi per ottenere una riduzioni dell’imposta relativa al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.

Nondimeno, non bisogna farsi cogliere impreparati!

La giurisprudenza è infatti costante nell’affermare che le riduzioni TARI, di norma, non sono riconosciute in via automatica, ma richiedono un comportamento proattivo del contribuente, volto a dare pronta comunicazione all’Amministrazione della sussistenza dei presupposti per ottenerle.

Si consiglia pertanto di monitorare con attenzione l’intervento di provvedimenti Comunali sul punto. 

Per qualsiasi informazione o chiarimento, per valutare assieme la sussistenza di possibilità di riduzione della TARI con riferimento al singolo Comune di appartenenza nonché per la presentazione di pratiche di riduzione è possibile rivolgersi in qualsiasi momento ai nostri uffici.