IL NUOVO SISTEMA ELETTRONICO PER LA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI: UN RITORNO AL PASSATO?!

NOTIZIE DAL BLOG, 25/03/2019
a cura dell'Avv. Daniele Carissimi



Avete presente la sensazione di sollievo che avete provato all’annuncio dell’abolizione del SISTRI ad opera del decreto semplificazioni (DL 135 del 14 dicembre 2018)!?

Ebbene sembra che la stessa sia destinata a durare poco!

Con la legge di conversione del decreto semplificazioni - ossia con la legge n. 12 del 11 febbraio 2019 - è stato infatti introdotto un nuovo sistema di tracciabilità elettronica denominato: Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.

Sistema che si precisa essere diverso da quello di tracciabilità digitale previsto dall’art. 194-bis del Testo Unico Ambientale  - così come introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 - e per il quale si rimane ancora in attesa del decreto ministeriale di attuazione.

Si torna così alla compresenza di ben tre sistemi distinti di tracciabilità, ossia:

  1. il sistema Cartaceo;
  2. il sistema Elettronico;
  3. e il sistema Digitale.

Ciò posto, andiamo a vedere come funziona il nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.

Punto primo: i soggetti obbligati. Ebbene, secondo le nuove previsioni sono tenuti all’adesione al nuovo sistema di tracciabilità elettronica:

  1. gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti,
  2. i produttori di rifiuti pericolosi,
  3. gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale,
  4. gli enti e le imprese che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi,
  5. i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti,
  6. i soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, del TUA, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, e cioè:
  • oltre a tutti i soggetti sopra richiamati;
  • i produttori di rifiuti non pericolosi che svolgono le attività artigianali, industriali e di trattamento delle acque con più di dieci dipendenti.

Punto secondo: il termine di iscrizione e le regole operative. Nonostante la puntuale indicazione dei soggetti tenuti ad aderire al nuovo sistema, nulla si dice in ordine al termine di iscrizione e alle conseguenti regole operative di sistema, le quali vengono genericamente rimesse ad un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente (ad oggi non ancora emanato).

Punto terzo: il regime transitorio. Quest’ultimo, lungi dal contenere disposizioni innovative, si limita a riproporre quanto già in precedenza previsto dal decreto semplificazioni. E così:

  1. nelle regole da seguire per la tracciabilità cartacea si rimanda agli articoli 1881, 1892, 1903 e 193del d.lgs. 152 del 2006 nella versione previgente al d.lgs. 205 del 2010, nulla dicendo però sulle norme che dal 2010 ad oggi sono state introdotte ed integrate i suddetti articoli.
  2. Viene prevista poi, nell’attesa della messa a regime del nuovo sistema, la possibilità di avvalersi della tracciabilità digitale di cui all’art. 194 – bis che, però, non esiste, in quanto si è in attesa del decreto ministeriale di attuazione.

Punto quarto: i contributi. Torna, ahimè,  il pagamento dei contributi, per la cui disciplina di dettaglio – e le relative sanzioni – si rimanda tuttavia al decreto del Ministero dell’Ambiente di cui al punto secondo.

In conclusione, il SISTRI cede il passo al nuovo Sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti, che tuttavia – a meno che non venga stravolto dall’attesissimo decreto ministeriale di cui sopra - di fatto ricalca il precedente. E così "Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato” 5.



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1 Art. 188 (oneri dei produttori e dei detentori) D.Lgs 152/2006.

2 Art. 189 (catasto dei rifiuti) D.Lgs 152/2006.

3 Art. 190 (registri di carico e scarico) D.Lgs 152/2006.

4 Art. 193 (trasporto dei rifiuti) D.Lgs 152/2006.

5 F.S. Fitzgerald, “Il grande Gatsby”.