Normativa
Rifiuti 
- D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152
- Allegati alla Parte IV del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152
- Direttiva 2008/98/Ce
- Direttiva 2008/99/Ce
- D.M. 5 febbraio 1998
- D.M. 5 aprile 2006, n. 186
- D.M. 12 giugno 2002, n. 161
- Circolare Gab/Dec/812/98
- D.M. 1 aprile 1998, n. 145
- D.M. 1 aprile 1998, n. 148
- D.M. 28 aprile 1998, n. 406
- D.M. 3 agosto 2005
CONVENZIONI » Outsourcing
Con il contratto di “outsourcing” si affida, interamente o parzialmente, ad un fornitore esterno (Ambiente Legale) alcune attività di servizio interne ad una organizzazione.
Il principio fondamentale sul quale si basa questo strumento è molto semplice: far fare ad altre organizzazioni quello che sanno fare meglio in modo da ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi o dei prodotti intermedi di cui si ha bisogno e liberare così risorse necessarie per lo sviluppo di ciò che costituisce la vera attività dell’organizzazione committente.
In cosa consiste
Esso consiste nella delega di funzioni basata nell’affidamento di fasi o problematiche ambientali a terzi (Ambiente Legale) attraverso contratti di subfornitura o di servizio, preservando all’interno dell’impresa o dell’ente le fasi principali non delegabili.
Tutto questo a fini di un vantaggio economico e di una maggiore efficienza dell’impresa la quale, esternalizzando attività “secondarie”, può concentrare le proprie risorse umane e materiali sul proprio “core business”, ossia sulle attività strategiche e sui processi produttivi che contraddistinguono l’azienda sul mercato.
Vantaggi per la P.A.
Analogamente, nelle Amministrazioni Pubbliche, il vantaggio dell’outsourcing si dimostra sempre in termini di opportunità e convenienza economica, in quanto questa pratica incide positivamente sui costi e sull’efficienza dell’Ente rispondendo, infatti, ad un obiettivo di ottimizzazione dell’uso di risorse umane ed economiche a disposizione, nonché di velocizzazione dei tempi di erogazione dei servizi e delle informazioni al cittadino oltre ad un evidente minor livello di burocratizzazione.
In questo senso, l’outsourcing diviene un’occasione per modernizzare la struttura e rispondere in maniera più efficace ed economica ai bisogni dei cittadini e si concretizza nel progressivo trasferimento, in base a contratti specifici e flessibili, della produzione di servizi ed attività strumentali delle PA ad imprese private (principio di sussidiarietà orizzontale).
In sintesi
Nelle P.A. l’outsourcing è inteso come strumento che permette di:
- concentrare le risorse (sia umane che finanziarie) su specifiche funzioni e attività di rilevanza strategica, tralasciando quelle meno rilevanti e secondarie;
- controllare le attività più difficili da gestire;
- accelerare i processi di cambiamento o di riorganizzazione interni alle singole strutture.
Analogamente, i vantaggi che il ricorso all’esternalizzazione comporta e che attraggono maggiormente i potenziali committenti pubblici (e privati) sono:
- l’efficienza e la rapidità dei servizi in outsourcing.
- l’elevato livello di personalizzazione dei servizi stessi.
- la modulabilità, cioè la possibilità di apportare rapidamente e facilmente delle modifiche ai singoli servizi.
- la possibilità di usufruire di servizi che comportino non solo l’espletamento di determinate funzioni, ma che permettano anche al committente di monitorare costantemente il corretto svolgimento delle attività esternalizzate.
- la possibilità di usufruire di alcuni servizi attraverso le reti telematiche e informatiche.
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